Omicidio Ilardo, dopo diciasette anni una svolta

Articolo pubblicato su narcomafie.it – 13 giugno 2013
Narco_13_06_2013

La Direzione distrettuale antimafia di Catania dopo quasi vent’anni svela i segreti dell’omicidio di Luigi Ilardo, l’infiltrato del colonnello Riccio che aveva condotto lo Stato ad un passo da “Binnu” Provenzano nell’ottobre 1995. Intrecci e misteri che entrano a pieno titolo nella trattativa tra la mafia e pezzi deviati dello Stato.

Sono serviti 17 anni per svelare i nomi dei presunti esecutori dell’omicidio di Luigi Ilardo. Un pregiudicato qualsiasi per la cronaca del tempo, uno dei personaggi più importanti della storia d’Italia per Nino Di Matteo, magistrato della Procura di Palermo titolare del processo agli uomini dell’arma, Mario Mori e Mauro Obinu, imputati per la mancata cattura del boss di Cosa nostra Bernardo Provenzano.
Luigi Ilardo, nipote di Francesco “Piddu” Madonia, venne ucciso il 10 maggio 1996 in via Quintino Sella a Catania. Dietro gli arresti ci sono le rivelazione di due tra i più importanti collaboratori di giustizia degli ultimi anni: Eugenio Sturiale e Santo La Causa. Fidato uomo della famiglia Santapaola il primo, ex reggente operativo il secondo.
Il provvedimento, richiesto dalla Dda etnea guidata dal Procuratore capo Giovanni Salvi e dal Sostituto Procuratore Pasquale Pacifico, ha portato in manette Giuseppe “Piddu” Madonia, cugino di Ilardo e già detenuto nel carcere di L’Aquila, Maurizio Zuccaro e Benedetto Cocimano. I tre uomini sono ritenuti dagli investigatori le menti  e i componenti del gruppo di fuoco che agì la sera del delitto. Sturiale, che collabora con la giustizia dal 2010, ha descritto le varie fasi dell’omicidio indicando sia gli autori materiali sia i partecipanti agli appostamenti precedenti il delitto. Tra i boss che presero parte alle osservazioni c’era anche Santo La Causa, all’epoca soldato del clan Santapaola, che tuttavia non partecipò all’operazione di fuoco.
Alla base dell’omicidio, all’interno dell’ambiente di Cosa nostra si cercò di non far trapelare il ruolo di confidente che Ilardo aveva assunto, preferendo inscenare una delle più classiche “tragedie”. Ilardo venne infatti indicato tra le famiglie catanesi come uno tra i soggetti coinvolti nell’omicidio, avvenuto nel 1995, dell’avvocato Serafino Famà. A dare l’ordine di uccidere l’infiltrato “Oriente” sarebbe stato dal carcere durante un’udienza del processo “Orsa Maggiore” il cugino di Ilardo, Giuseppe “Piddu” Madonia, incaricando i membri del clan Santapaola di Catania con il tramite di Enzo Santapaola, figlio di Salvatore.
L’omicidio si consumò a distanza di otto giorni dal 2 maggio 1996, data in cui Ilardo si recò Roma insieme al colonnello Michele Riccio per formalizzare la sua scelta di collaborare con la giustizia. A prendere parte a quella riunione come ha raccontato durante le udienze del processo “Mori-Obinu” c’erano tre magistrati: Giovanni Tinebra, Teresa Principato e Gian Carlo Caselli; quest’ultimo, racconta Riccio, «era l’unico a cui si rivolgeva Ilardo al quale riferì immediatamente le circostanze della mancata cattura di Provenzano».
Grazie infatti ad un incontro che Ilardo riuscì ad organizzare con Provenzano il 31 ottobre 1995, qualche mese prima dell’omicidio, lo Stato fu ad un passo dalla cattura nel covo di Mezzojuso del ragioniere di Cosa nostra, erede di Totò Riina. Inspiegabilmente la cattura dai vertici dell’Arma venne però rimandata.
Pasquale Pacifico, sostituto procuratore della Dda di Catania e Presidente della giunta Anm etnea ha spiegato, nel corso della conferenza stampa, l’importanza degli arresti. «Lo step decisivo per le indagini avviene nel 2012 – dichiara – con le dichiarazioni di Santo La Causa, con i riscontri dei depistaggi interni all’organizzazione. E ci dà coincidenze importanti sugli esecutori dell’omicidio. Così si chiude il cerchio su questi soggetti, altri due non sono stati raggiunti dal provvedimento perché uccisi successivamente».
Le “zone d’ombra” però rimangono come specifica la stessa nota della Procura da “alcuni aspetti significativi emersi nel corso delle investigazioni e proprio sulla base di quanto ora accertato”. I misteri dell’omicidio Ilardo non sono finiti.

Via NARCOMAFIE

Dario De Luca

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...