Saffo e il nipote Cavallaro L’identikit degli arrestati

Articolo pubblicato su http://catania.livesicilia.it/ il 14 ottobre 2013
14_10_13_1CATANIA. Il terremoto sulla formazione che, a Catania, rischia di travolgere tutto e tutti ha, dunque, già i suoi primi nomi e cognomi: Giuseppe Saffo ed il nipote Francesco Cavallaro sarebbero solo i primi sulla lista. Assieme a loro, una costellazione di parenti, amici ed insospettabili in quella che sarebbe solo la prima fase dell’inchiesta. La classica punta dell’iceberg, insomma. Una indagine ad ampio raggio ancora addivenire e che non risparmierebbe niente e nessuno. Del resto, il Procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro in conferenza stampa lo ha pure evidenziato: “E’ possibile – ha spiegato – trovare mogli, cugine di personaggi eccellenti”. Ecco perchè, allora, Catania trema. Gli indagati alle falde dell’Etna sono ben 52 e su di loro la Procura intende mantenere lo stretto riserbo proprio per evitare fughe in avanti o inquinamenti ad un lungo lavoro d’indagine.

C’è chi azzarda, addirittura, anche qualche nome politico implicato in un giro d’affari finito col diventare milionario. Tuttavia, bisogna attenersi ai fatti: ed i fatti oggi raccontano che tra le maglie degli investigatori sono, dunque, terminati assieme ad altre otto persone finite ai domiciliari (Concetta Cavallaro, Manuela Nociforo, Elenora Viscuso, Domenico La Porta, Rosa Trovato, Giuseppe Bartolotta e Biagio La Fata) Giuseppe Saffo e Francesco Cavallaro. Saffo, è stato presidente dell’Anfe (l’Associazione nazionale famiglie emigrati) ed è anche proprietario del Lido “Le Palme” (ex Lido Graziella) di Catania nonchè ex segretario provinciale del Sib – Confcommercio (Sindacato italiano balneari). Il lido della Playa, in pratica, era finanziato con i soldi incamerati dalla Formazione ed a quanto pare buona parte degli stessi stipendi dei dipendenti provenivano dal “giro di soldi” della Formazione. Persino il servizio di ristoro del Lido (un fatto illustrato dal procuratore aggiunto, Gennaro) sarebbe stato organizzato usufruendo del lavoro degli allievi dell’Ente di formazione. Ma Giuseppe Saffo vanta anche un intenso rapporto di collaborazione con il Comune di Catania: per anni, infatti, durante la sindacatura Stancanelli è stato tra gli organizzatori di EcoLido e, di recente, tra i sostenitori privati dell’iniziativa dell’attuale amministrazione “Luci sul Barocco”. Con la Provincia ha, invece, lanciato (era il 2011) da presidente del Sib l’iniziativa legata ai servizi wi-fi sulle spiagge. Con lui ai domiciliari è finita la moglie, Concetta Cavallaro. Oltre all’Anfe gli enti che sono stati coinvolti sono l’I.r.a.p.s. (Istituto di ricerche e applicazioni psicologiche e sociologiche), l’A.n.f.e.s. (Associazione nazionale famiglie emigrati siciliani) e l’I.s.s.v.i.r. (Istruzione, servizi, sport, volontariato, italiano e regionale): tutti enti di formazione coi quali si gestivano denaro, posti di lavoro e strutture.

Ed come in un gioco di scatole cinesi, accadeva che tra gli Enti di formazione finiti sotto la lente d’ingrandimento delle Fiamme Gialle, il nipote di Saffo, Francesco Cavallaro finiva con l’alternarsi nei ruoli e nelle mansioni sempre degli stessi Istituti: prima responsabile delle pubbliche relazioni dell’Anfe, poi direttore generale dell’Iraps e, ad oggi, direttore dell’Anfe. Anche qui, con lui in stato di arresto (ma ai domiciliari) è finita la moglie, Nocifora Manuela.

Una inchiesta, dunque, solo all’inizio. Il riserbo degli inquirenti è massimo: questo perchè a giorni sono attesi ulteriori clamorosi sviluppi. Catania non dorme più sonni tranquilli.

Dario De Luca

Via Live Sicilia

Leggi anche — > Terremoto nella formazione, dieci arresti: “Solo l’inizio”

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