Alla sbarra i vecchi vertici SAC Tra gli imputati Lombardo e Ridolfo

Articolo pubblicato su http://catania.livesicilia.it/ il 7 dicembre 2013

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CATANIA – L’anno nuovo sarà cruciale per Raffaele Lombardo. L’ex Presidente della Regione conoscerà infatti da un lato l’esito del processo in cui è imputato con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato e dall’altro dovrà fronteggiare una nuova grana giudiziaria in cui è accusato di abuso d’ufficio. Le contestazioni risalgono al 2007, periodo in cui Lombardo rivestiva la carica di Presidente della Provincia di Catania e di componente del consiglio d’amministrazione della SAC (Società Aeroporto Catania). Proprio nel giorno del suo inizio ufficiale il processo ha subito uno stop immediato facendo slittare tutto al prossimo anno. Da individuare c’è infatti un nuovo collegio giudicante che si occuperà della vicenda. Si dovranno prima analizzare le questioni preliminare e dopo si entrerà nel cuore del dibattimento con l’accusa che verrà sostenuta in aula dal Sostituto Procuratore Alessia Natale. Alla sbarra ci sono i vecchi vertici della Sac, in carica nel 2007, insieme a Lombardo ci sonoStefano Maria Ridolfo, ex Presidente della SAC ed ex Sindaco di San Michele di Ganzaria, Michele Sineri, componente del cda, Giuseppe Gitto, anch’egli inquadrato all’epoca con la qualifica di Presidente e Giacomo Di Blasi nella qualità di direttore generale della Pubbliservizi S.p.a.

I fatti e le accuse. Gli imputati (in aula era presente soltanto Ridolfo) sono accusati di aver in concorso tra loro procurato “un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Pubbliservizi S.p.a.” società della Provincia che si occupa di gestione e produzioni di servizi. L’affidamento venne concesso in house contrariamente, secondo l’accusa, a quanto previsto dalla legge che imponeva una gara “aperta, ristretta o negoziata o mediante dialogo competitivo”. La delibera, risalente al7 maggio 2007, affidò alla Pubbliservizi S.p.a. “l’appalto per la pulizia della stazione aeroportuale di Catania”. Proprio con la concessione diretta dell’appalto, si legge nel capo d’imputazione, si sarebbe creato “un ingiusto danno alle imprese concorrenti cui non era consentito partecipare alla necessaria gara”.

LA REPLICA – “La posizione del consiglio della SAC – spiega a LiveSiciliaCatania l’avvocatoGiovanni Grasso difensore di Ridolfo – è avvenuta su pareri legali precisi che rivelano l’assoluta legittimità dell’azione che si collegava all’acquisto di azioni della Pubbliservizi sulla base di un precedente consiglio d’amministrazione della Sac. Vi è l’assoluta buona fede dell’allora Presidente Ridolfo”.
Dario De Luca
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